Parchi e Giardini di Sanremo

Le grandi trasformazioni del paesaggio, iniziate a fine 800, fanno ormai parte della nostra cultura e delle tradizioni della Riviera. Il giardino esotico dei parchi e delle ville è ricco d’esuberanti palme, colonnari Araucarie, meravigliose Jacarande, Erytrine dalla fioritura fiammeggiante, Cicadacee e altro.

 

Giardini Comunali di Bussana

La vicenda di quest’area verde è intimamente legata alla triste storia del terremoto del 23 febbraio 1887 che ha duramente colpito la Liguria occidentale. L’abitato antico di Bussana viene gravemente danneggiato, la volta della chiesa si abbatte sui fedeli, si contano in tutto 56 morti. Si capisce poco dopo che il paese va abbandonato e si sceglie un ambito più vicino alla costa ed al traffico della via Aurelia per la costruzione di un insediamento del tutto nuovo. Il luogo prescelto è quello di Capo Marine, che si supponeva ricco di pietra da costruzione. Animati dal parroco, don Lombardi, i Bussanesi pongono mano alla costruzione di nuove case, del nuovo palazzo comunale, di una grande chiesa parrocchiale, seguendo un piano regolatore ordinato, con vie larghe e diritte ed una conveniente cornice di verde in grado di conferire ombra ed aria salubre. A causa però dell’effettiva mancanza della pietra da costruzione, inferiore alle previsioni, nonché alla difficoltà di costruire tutti gli edifici in leggera pendenza, si devono porre molti limiti e modifiche ai progetti originali. Progetti che erano dell’ingegner Salvatore Bruno di Sanpierdarena. E’ stato proprio il Bruno il primo a pensare alla collocazione di un giardino di fronte al mare, presso un rondò poi non realizzato, anche a causa del suo abbandono forzato dei lavori per un contenzioso, nel 1891. L’effettiva realizzazione di una cintura verde attorno all’abitato è cosa più tarda. In primo luogo in relazione alla costruzione del monumento ai Caduti, innalzato dopo la Prima Guerra Mondiale e poi risistemato nel 1972. In secondo luogo in seguito al passaggio del Comune di Bussana sotto l’amministrazione del Comune di Sanremo. L’allora podestà (sindaco) Pietro Agosti, desiderando creare una sorta di collegamento turistico alla cittadina di Arma di Taggia, s’impegna nel realizzare un mascheramento adeguato di terrapieni e muraglioni che cingevano Bussana nuova, per creare una prospettiva di verde in linea con le esigenze di una città come Sanremo, in quel momento la più celebre fra le località per la villeggiatura in Italia.

Giardini Lungomare Delle Nazioni

Si tratta della più recente fra le prestigiose passeggiate a mare sanremesi. E’ il primo tentativo, peraltro, di porre la città di nuovo in relazione con il mare, oltre il limite costituito dalla ferrovia del 1870–72.
La passeggiata infatti scorre oltre i binari, direttamente sul mare e rappresenta il primo punto di vista per i viaggiatori che giungono con il treno.
Nelle intenzioni delle amministrazione che negli anni Settanta del Novecento hanno voluto questo tracciato, la nuova strada doveva ribadire la dimensione internazionale di Sanremo. Le grandi aiuole lungo il percorso dovevano ospitare riproduzioni di monumenti o di oggetti che richiamassero luoghi e “nazioni” anche molto lontane. Il progetto non è stato del tutto realizzato, ma ancora oggi, per i bambini, è possibile aggirarsi presso rovine di tipo precolombiano, che ricordano, ad esempio, ilMessico. Anche la ricca vegetazione vegetale contribuisce a formare questo richiamo esotico.
Fondamentale è la concentrazione di palme. Le Phoenix dactylifera della parte centrale del viale provengono da vivai spagnoli, mentre tutte le altre sono nate da semi raccolti negli anni ’40 su palme presenti nei vari giardini di Sanremo.

Passeggiata Salvo D´Acquisto

Il complesso vegetale che accompagna la successione di percorsi a mare di Sanremo inizia in corso Trento e Trieste con la parte a mare del primitivo parco degli Ormond. La qualificazione di un corso a mare viene comunque posta in evidenza con il piano regolatore di Giuseppe Poggi (1811–1901), redatto nel 1875. Il Poggi aveva già messo in rilievo come la ferrovia a mare fosse una barriera quanto mai inopportuna per il rapporto tra la città e la costa. Solo dopo il 2000 le sue intenzioni saranno attuate e si potrà avere un ulteriore sviluppo per gli spazi verdi che vengono effettivamente disegnati solo tra il 1887 e il 1888.
La passeggiata viene arricchita nel corso del primo dopoguerra, soprattutto in relazione al grande sviluppo degli stabilimenti balneari, come quello, avveniristico, del Morgana, costruito negli anni Trenta del Novecento. La seconda guerra mondiale si porterà via questo momento di gran fulgore: difronte alla passeggiata verrano anzi costruite persino difese anticarro, per contrastare un eventuale sbarco delle forze Alleate. Queste difese, caratterizzate da una terminazione a spigolo, sono ancora ben visibili a pochi metri dai giardini.
Lungo la passeggiata, di fronte al Morgana, si trova infine il monumento ad Orazio Raimondo, stimato avvocato e grande uomo politico (1876–1921), opera dello scultore Leonardo Bistolfi.

Parco di Villa Del Sole

Il parco di Villa del Sole, recentemente ristrutturato e destinato a verde pubblico faceva parte di una vasta proprietà asservita ad una villa di considerevole pregio architettonico.
Si tratta di “Villa del Sole”, significativo esempio di edificio residenziale dialto livello, tipico esempio di architettura eclettica di fine Ottocento.
Il suo profilo si staglia oltre i limiti del parco pubblico, con una torre mansardata che ricorda i modelli proposti da Charles Garnier in Riviera nell’ottavo decennio dell’Ottocento. Intorno al 1890 va situata la costruzione di questa villa, ricca di elementi decorativi e simile ad altre presenti in città, come la villa Misol o la villa Bevilacqua Marsaglia, riferibili all’operato dell’architetto Pio Soli.
La villa era circondata da una grande proprietà, comprendente anche scuderie e dipendenze. Il parco presenta i caratteri dei giardini residenziali
di fine Ottocento, legati all’esempio francese. All’inizio del Novecento ne è
proprietaria la signora Teodolinda Rebuffini in Tomba.
Negli anni Trenta la proprietà vive il suo massimo fulgore, legata ai duchi D’Acquarone. Pietro D’Acquarone, ministro della Real Casa, ha ospitato più volte la Regina Elena in questa sua villa. Va detto però che la stessa regina vi soggiornava solamente durante le visite ufficiali. Molte altre sembra siano state le sue visite a Sanremo in forma privata, quando preferiva ritirarsi in un villino nei pressi della spiaggia, sempre nell’ambito dellaproprietà dei duchi.
I vari appezzamenti sono stati smembrati in tempi piuttosto recenti e la villa è proprietà, dal 1973, di un ordine religioso, come di casa di riposo
per il clero.
Il parco ad occidente, con la sua preziosa alberatura storica, è ora parco pubblico.

Giardini di Corso Mombello

Le grandi aiuole di Corso Mombello, ricche di splendide presenze botaniche, sono il risultato di un altro intervento urbanistico di grande importanza per lo sviluppo della città turistica.
Il primo abbozzo dell’impianto stradale si ha con il piano urbanistico diInnocenzo Bonfante, nel 1858, quando era stata previsto un collegamento tra la nuova via Vittorio Emanuele (ora corso Matteotti) ed il passeggio sulmare, verso il forte di Santa Tecla, coprendo il corso del torrente SanRomolo, in modo tale da collegare in modo elegante e comodo il centro storico al porto ed alla linea di costa.
Tale progettazione viene però posta in essere solo attorno al 1880. Del resto, si rendeva necessaria la copertura del torrente ed una serie d’espropri per poter disporre dei terreni necessari. Il nuovo collegamento viabilistico prende quindi il nome dal re Umberto I e su di esso si affaccianoben presto imponenti palazzi dell’alta borghesia cittadina. In particolare è l’incrocio con Via Roma che presenta la caratteristica singolare di avere le facciate dei grandi palazzi smussate sugli angoli della strada, cosa che fornisce notevole monumentalità ai complessi edilizi.
Le eleganti facciate presentano i loro particolari decorativi architettonici un po’ alla volta, tra le fronde delle piante esotiche collocate nelle grandi aiuole. Queste ultime sono arricchite anche da alcuni monumenti di rilievo, da quelli dedicati ai Caduti nella parte verso il mare e alla copia della statua della Primavera proprio sul Corso Matteotti.

Passeggiata dell´Imperatrice

Si tratta di una dei più prestigiosi percorsi a mare della Riviera ed una delle passeggiate più celebri d’Europa, anche per i risvolti storici che ne sono all’origine.
La necessità d’espansione di Sanremo, avviata verso una fase di sviluppo, determina la creazione di un ampio viale d’accesso alla città, a Ponente del sito ove si trovava la cappella di San Rocco. Si amplia dunque il tracciato della strada carrozzabile della cornice, con i lavori concentrati fra il settimo e l’ottavo decennio dell’Ottocento. Le fortune turistiche di Sanremo si devono anche all’arrivo di illustri ospiti, che all’epoca erano importanti testimonial. E’ questo il caso della Imperatrice di Russia Maria Alexandrovna (1824–1880), la quale, a causa di problemi di salute, aveva bisogno di soggiornare, per lunghi periodi, in località che beneficiavano del
clima Mediterraneo.
Trovandosi spesso in Costa Azzurra, viene invitata a Sanremo da Adele Roverizio di Roccasterone, moglie del sindaco e dal banchiere Antonio Rubino. La folta colonia russa della città dei Fiori accoglie nel migliore dei modi l’Imperatrice nel dicembre del 1874. Il soggiorno dura fino al febbraio dell’anno successivo: molti aspetti di questa permanenza sono ricordati da lettere del grande scrittore Lev Tolstoj, che faceva parte del vasto seguito, alloggiato in alcune tra le più prestigiose ville cittadine. Il periodosanremese è stato così gradito all’Imperatrice che subito dopo impegna una somma utile a regalare alla città una partita di palme per adornare il corso di Ponente. Nel 1875 la municipalità decide di intitolare la passeggiata all’illustre ospite. L’aspetto definitivo del corso viene conferito dai lavori previsti dal piano regolatore Lamborizio, del 1904.
Due celebri sculture arricchiscono il percorso. La prima è la statua della Primavera, divenuta simbolo della città, opera di Vincenzo Pasquali, scultore ospite di Sanremo. La seconda è il severo monumento a Giuseppe Garibaldi: l’eroe dei due mondi è rappresentato con lo sguardo rivolto al mare, ritto su di un alto piedistallo arricchito da rilievi in bronzo. L’opera esprime valori simbolici molto spiccati, ammirata fin dalla sua inaugurazione, il 26 aprile del 1908, dopo due anni di lavoro.

Giardini Regina Elena

Il parco occupa una posizione invidiabile e strategica, al colmo dell’abitato storico della “Pigna”, appena al di sotto della scenografica salita al Santuario della Madonna della Costa. L’area ha subito notevoli trasformazioni a partire dalla metà del XVIII secolo. Era infatti in parte occupata dalle opere antistanti al medioevale castello che era stato demolito dai Genovesi in seguito alla ribellione di Sanremo del 1753. In seguito è il terremoto del 1887 che comporta le maggiori distruzioni dell’abitato attorno alla chiesa di San Costanzo. In ossequio alle regole igieniche ed architettoniche del tempo, viene eliminata la destinazione abitativa dell’area e praticamente ricostruito solo l’edificio sacro.
Si crea quindi una successione di balze sostenute da robusti muri di controspinta, con un belvedere sommitale, il tutto accuratamente dissimulato da terrapieni alberati a palmeto e da aiuole. Di particolare effetto teatrale è la “roccaglia” sul belvedere, con una fontana a cascata che richiama esempi della vicina Costa Azzurra, come quella du Chateau di Nizza. D’ineguagliabile fascino è la vista che si gode presso la balaustra del belvedere: può spaziare sul golfo di Sanremo, risalire verso l’entroterra fino a Monte Bignone, disperdersi fra i tetti della vecchia Sanremo, con i soli risalti dei campanili delle chiese.
La dedica alla Regina Elena di Montenegro è quasi d’obbligo: l’illustreospite amava Sanremo, vi trascorreva giornate di vacanza. I realicomponenti della sua famiglia sono stati tumulati nella chiesa greco–ortodossa della città.

Palazzo Bellevue

Il Parco Bellevue è legato alla costruzione dell’omonimo grande albergo,innalzato tra 1893 e 1894 su progetto dell’architetto Pietro Agosti (1873–1930), che sarebbe divenuto più tardi anche stimato Sindaco di Sanremo. L’albergo rispettava i più preziosi canoni dell’epoca: riservato ad una clientela esigentissima, disponeva di spazi di rappresentanza, ampie camere e suites, un ristorante rinomato e di validi spazi anche per la servitù che seguiva gli illustri ospiti, in genere nobili europei e grandi finanzieri. La facciata arricchita da continui risalti e da motivi decorativi architettonici assai eclettici, nasconde in parte un secondo albergo, nato come kurhaus (terapia dell’acqua di mare ed elioterapia), poi divenuto Hotel Excelsior. Come tutti gli alberghi di tale rango, anche il Bellevue è impreziosito, anzi, si annuncia, con un elegante giardino. La sua specifica particolarità è quella di non essere difeso da muri di cinta: i suoi ampi viali invece si innestano direttamente sulla via Aurelia, come invito all’accesso per le carrozze e poi per le automobili dei facoltosi clienti. Le ragguardevoli presenze botaniche accompagnano le controllate salite dei percorsi di avvicinamento agli ingressi dell’albergo.
Anche nel secondo dopoguerra il Bellevue continuava a vivere con presenze di rango: fra queste va ricordato il deposto re d’Egitto, Faruq (1920–1965),a Sanremo noto soprattutto per le sue straordinarie ed avventurose imprese di giocatore al Casino.
L’intero complesso alberghiero viene acquistato dal Comune di Sanremo nel 1963, divenendo quindi sede amministrativa di sicuro prestigio. Il parco è stato oggetto, nel 1988, di un intervento di ristrutturazione che ha visto, tra l’altro, la realizzazione di una fontana luminosa animata da giochi d’acqua.

Villa Zirio

Il parco è legato ad una delle più prestigiose ville della regione di Levante. La residenza era stata innalzata per il facoltoso avvocato Giovanni Battista Zirio, su progetto dell’architetto Marsigliese Berenger, prima del 1868. Si apprezza il sicuro classicismo di questa realizzazione, contraddistinto da una loggia a colonne binate, da ritmi precisi nella collocazione degli elementi decorativi, il tutto concluso da un monumentale timpano. All’interno si trovano le decorazioni di Filippo Ghersi, gli ornati dipinti di Gio Batta Novaro e gli affreschi di Francesco Semino (tra cui Benvenuto Cellini di fronte a Francesco I re di Francia).
La vicenda storica della villa è comunque legata ai suoi illustri ospiti. Spicca in assoluto Federico III re di Prussia e Imperatore di Germania (1831–
1888). Questi, ancora in qualità di erede al trono, colpito da cancro alla
laringe, giunge a Sanremo il 3 novembre del 1887 per godere del magnifico clima locale e per essere curato dal dott. Morell Mackenzie. Era in compagnia della famiglia e di un adeguato seguito. Il 3 di marzo, alla morte del padre Guglielmo, Federico diviene imperatore: costretto a ritornare in patria, vi muore dopo tre mesi di regno. Proprio per agevolarne i movimenti, nella villa viene installato il primo ascensore della ditta Stigler–Otis, tuttora in funzione. Il soggiorno di questo illustre ospite è

ricordato da una targa monumentale ben visibile dal marciapiede a monte della via Aurelia.
E’ nota anche la breve presenza del compositore Richard Wagner (1813–
1883), quando ancora non era famoso in Italia, grazie ad una stampa del
1868, che lo ritrae all’interno del parco assieme al signor Von Kettel.
Il giardino appare già rigoglioso: sembra però successivo l’impianto generale ancora visibile, dovuto all’impegno progettuale del botanico Ludovico Winter (1846–1912), poi realizzato dalla ditta vivaistica Pin e Gullino. Il parco forma un insieme di grande rilevanza ambientale con i vicini parchi di villa Rothenburg a Ponente e dell’Hotel Bellevue ora palazzo comunale a levante
La vegetazione dominante è costituita da rigogliose palme, le altissime Washingtonia robusta e Washingtonia filifera (Pritchardia f.), le maestose Phoenix canariensis, Livistona chinensis (Latania borbonica), Syagrus
romanzoffiana, Caryota urens, mentre tra le altre specie si segnalano:Lagunaria patersonia, Strelitzia alba (S.augusta), Cycas revoluta, ecc.Due giganteschi esemplari di Ficus macrophylla costituiscono veri monumenti viventi.

Parco Marsaglia

Per gli appassionati uno dei giardini più interessanti della Città, data la moltitudine di essenze esotiche presenti.
Entrando dal cancello principale si ammira un magnifico esemplare di Encephalartos altensteinii per poi proseguire verso eleganti palme quali le Syagrus romanzoffiana, tipiche del Brasile, la Howea forsteriana, la mastodontica Jubaea chilensis (J. spectabilis), gigante del Cile; Chamaerops humilis, Cycas revoluta, Araucaria, Oreopanax, Livistona australis (Corypha australis), Dracaena draco, Sabal minor, Dasylirion, ecc.
Il parco presenta una suggestiva e significativa immagine di quello che poteva essere Sanremo prima della seconda guerra mondiale. Il giardino circondava una residenza privata di assoluto prestigio: la grande villa detta il “castello Marsaglia”, fatta erigere da Giovanni Marsaglia, celebre uomo d’affari. La famiglia Marsaglia, di origine torinese, appare una delle
presenze più importanti nel contesto sociale sanremese alla fine del XIX secolo. I suoi migliori esponenti sono proprio i fratelli Ernesto e Giovanni Marsaglia. L’ingegner Ernesto è stato deputato e senatore del Regno d’Italia. L’ingegner Giovanni, invece, si era occupato della costruzione di grandi gallerie, comprese quelle della ferrovia lungo la costa ligure (completata nel 1871). Il suo nome è legato a modifiche dei piani urbanistici della città ed alla messa in opera di un poderoso acquedotto che risolse i problemi di approvvigionamento idrico del centro turistico dopo il

1883. Le diverse proprietà Marsaglia, a monte dell’attuale Corso Imperatrice si impreziosiscono dell’imponente “castello” nel 1882, quando viene completato in base ai progetti dell’architetto Pio Soli (Castelnuovo Scrivia, 1847–Sanremo 1906).
L’edificio era sorprendente: torri, merlature e motivi neogotici e neorinascimentali si affiancavano in un complesso candido che si stagliava tra il verde del parco, di fronte al mare. L’interno era arredato in modo impeccabile, con opere di prestigiosi artisti contemporanei: Paolo Trubetzkoy, Edoardo de Albertis, Odoardo Tabacchi, Domenico Trentacoste e persino Jean–Baptiste Carpeaux, l’acclamato scultore francese amico dell’architetto dell’Opéra, Charles Garnier.
La demolizione del “castello” nell’immediato dopoguerra, in seguito ad abbandono e ai danni bellici, con il conseguente smantellamento degli arredi, comporta il passaggio dello spazio verde all’amministrazione
comunale, mentre a monte vengono costruiti palazzi moderni. All’interno del parco viene ricavato un Auditorium, dedicato al musicista Franco Alfano, ospite di Sanremo (1875–1954). Fortunatamente rimane piuttosto integro il sistema progettuale del parco, definito da viali comodi e ampi, con curve ben calcolate in grado di proporre squarci panoramici sempre variati, secondo l’uso del tardo Ottocento. La notevole vegetazione presente, ricca anche di rari esemplari richiama il fascino della foresta tropicale. Va inoltre segnalata la possibilità di concepire il parco inserito in un piano di continuità molto ampio, che coinvolge anche le aree verdi dei grandi alberghi vicini.

Villa Ormond

Bellissimo parco, vasta oasi verde ricca di vegetazione esotica dove l’elemento architettonico dominante è un’antica fontana in pietra con putti. Le piante più significative sono raggruppate nel prestigioso Palmetum in cui primeggiano due gruppi di palme Phoenix reclinata di notevoli dimensioni, una magnifica Erythrina crista-galli, dall’incantevole fioritura rosso sangue, alcune Jacaranda mimosifolia, Cinnamomum camphora, grandi Ficus macrophylla, Corynocarpus laevigatus, Phoenix dactylifera, Washingtonia filifera, Washingtonia robusta, Caesalpinia gilliesii, Trithrinax campestris, Nolina longifolia, ecc.
Il catasto “napoleonico” del 1812 individua i terreni oggi compresi nel grande parco Ormond destinati ad agrumeto ed oliveto, ma vi si trovavano già palme della specie Phoenix dactylifera. La proprietà era della famiglia sanremese Rambaldi, che vende la villa agli Ormond prima del 1887. Michel Louis Ormond (1828–1901) era un commerciante di tabacco d’origine svizzera, che si trasferisce a Sanremo per desiderio della bellissima moglie francese, Marie Marguerite Renet (1824–1925), donna di salute cagionevole.
La vecchia villa Rambaldi subisce gravi danni con il terremoto del 1887. Gli Ormond decidono dunque di costruire una nuova villa, il cui progetto viene affidato all’architetto svizzero Emile Réverdin, che traduce la sua educazione parigina in un impianto classico e lineare. La villa viene

completata nel 1889. Il grande parco viene attraversato dalla via Aurelia e dalla ferrovia, operativa dal 1872. Lo spazio verde viene modellato secondo la progettualità francese del secondo ottocento, sull’esempio dell’Alphand e di André. I terrazzamenti liguri e gli agrumeti vengono eliminati in favore di viabilità comode e panorami sempre variati. Le piante esotiche vengono collocate accanto ad ulivi ed agrumi. Il progetto del parco riprende un andamento a “stanze” con ambienti vegetali molto caratterizzati: palmeto, area dei cedri, antico oliveto, sequenza di Ficus e grandioso panorama centrale ispirato al tema del giardino all’italiana.
Sono stati numerosi gli ospiti illustri: i principi di Prussia, il Duca d’Aosta e la celebre principessa Elisabetta d’Austria.
Dopo la morte di Marie Marguerite nel 1925, la proprietà è stata acquisita dal Comune di Sanremo nel 1928.
In questo contesto, va ricordato come lo spazio retrostante la villa sia stato
utilizzato come prestigioso “giardino d’inverno”, luogo destinato a manifestazioni e cerimonie di premiazione. In seguito la villa è stata anche sede del Tribunale di Sanremo. Dal 1936, sino ai primi anni ’70, la Villa ed il parco hanno ospitato importanti Mostre floreali internazionali.
Nel Parco di Villa Ormond è possibile ammirare Il Giardino giapponese,
frutto dell’amicizia che unisce la città di Sanremo e la città di Atami.
Su di un tappeto erboso dal verde intenso, sono sistemati in modo fantasioso massi e pietre che ne mettono in risalto la bellezza e creano un’atmosfera tipica, in armonia con gli alberi e gli arbusti. Particolarmente suggestivo è l’angolo ispirato alla filosofia ZEN. Qui il simbolo impera ed esalta la bellezza nella sua semplicità, non immagine, ma senso della vita nella più profonda spiritualità.
La flora tipicamente originaria del mondo giapponese si integra in modo
piacevole, dando all’insieme un intenso richiamo d’oriente.
Tra le specie principali si segnalano:
Bambusa vulgaris, Corylus avellana “Contorta”, Bambusa arundinacea “Aurea”, Pinus parviflora “Pentaphylla”, Chamaecyparis “pisifera Filifera Aurea”, Cryptomeria japonica “Globosa”, Acer palmatum, Corylopsis pauciflora, Cornus kousa, Ilex crenata, Cydonia japonica, Mahonia iaponica, Sophora japonica, Lagerstroemia indica, Chamaecyparis obtusa “Nana”, Nandina domestica.

si ringrazia: http://www.memosanremo.it
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